Lo so, sembra incredibile, ma è vero: Dio ti ama persino quando inciampi, quando fai scelte sbagliate o ti perdi lungo la strada. Ti ama come un pastore ama le sue pecore, soprattutto quelle che vagano senza meta
Il mio in(solito) commento a:
Erano come pecore che non hanno pastore (Marco 6,30-34)
Sai perché? Perché il suo amore non dipende da quanto sei bravo o perfetto. Dio ti ama semplicemente perché sei. Nessuna condizione, nessun “se” o “ma”. E il suo amore è così forte che riesce persino a trasformarti, a renderti migliore.
Ma forse ti stai chiedendo: “Se Dio mi ama sempre, perché a volte non riesco a sentirlo?”
Qui ci viene in aiuto Sant’Ignazio di Loyola, che parla di due stati dell’anima: la consolazione e la desolazione.
La consolazione è come una carezza sull’anima. È quella pace profonda che senti quando il cuore si apre all’amore di Dio. Può essere una gioia intensa, una forza interiore, una chiarezza che illumina anche i momenti difficili. Quando sei in consolazione, tutto sembra possibile, perché percepisci la presenza amorevole di Dio accanto a te.
La desolazione, invece, è un’ombra sull’anima. È quella sensazione di vuoto, tristezza e confusione che ti fa sentire distante da Dio, dagli altri e persino da te stesso. Ti manca il desiderio di pregare, di fare il bene, e il cuore sembra chiudersi.
Attenzione però: Sant’Ignazio ci ricorda che Dio non ci abbandona mai, neanche nella desolazione. Se non percepisci il suo amore, è solo perché il tuo cuore si è chiuso, come quando cammini con la testa bassa, perso nei tuoi pensieri, senza vedere il cielo sopra di te.
Le cause della desolazione, secondo il santo, possono essere tre:
- Il male che hai commesso (quando ti allontani da Dio con il peccato).
- Il male che subisci (quando qualcuno ti ferisce).
- Il male che esce da te (quando non riesci a perdonare o ti lasci dominare dalla rabbia).
In ogni caso, la desolazione non è mai un segno che Dio ti ama di meno. È piuttosto un invito a cercarlo con più sincerità.
E sai una cosa sorprendente? Dio ti ama persino di più quando inciampi e torni a Lui: “Vi sarà più gioia in cielo per un peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione” (Luca 15,7).
Ricordi la parabola del padre buono? Quel padre che corre incontro al figlio perduto, gli mette la veste più bella, l’anello al dito e organizza una festa incredibile? Ecco, Dio è esattamente così: ti aspetta a braccia aperte, pronto a guarire ogni ferita.
Ma allora cosa puoi fare per uscire dalla desolazione?
- Se hai commesso un errore, cerca il suo perdono: Lui non aspetta altro che abbracciarti.
- Se non riesci a perdonare un torto subito, chiedigli aiuto per farlo: scoprirai una nuova libertà.
- Se il male che ti ferisce non dipende da te, smetti di pensare che Dio ti abbia dimenticato. Lui è lì, pronto a sostenerti.
Sì, Dio è sempre accanto a te. Basta che tu rialzi lo sguardo e lo incroci di nuovo. Lui è lì, con occhi pieni d’amore, pronto a ricordarti quanto sei importante per Lui.
Dio ti ama così tanto che ha lasciato le comodità del cielo per scendere quaggiù, condividendo fame, freddo, pericoli e persino la morte. “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).
Ecco Gesù, che si commuove davanti a te e osserva: “Erano come pecore senza pastore”.
Ma tu ora lo sai: non sei mai solo. Dio ti ama sempre #Santanotte
Alessandro Ginotta

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