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Io credo. Aiuta la mia incredulità

Io credo. Aiuta la mia incredulità

Sei pronto a far crollare i muri e a spingere la tua fede fin là, dove avvengono i miracoli? Allora continua la lettura del mio in(solito) commento al Vangelo:

Credo, Signore; aiuta la mia incredulità (Mc 9,14-29)

Gesù scende dal monte con Pietro, Giacomo e Giovanni e trova una folla accalcata attorno ai discepoli, in discussione con gli scribi. Un padre disperato si fa avanti: suo figlio è posseduto da uno spirito che lo tormenta e i discepoli non sono riusciti a scacciarlo. Gesù, con un sospiro, chiede che gli venga portato.

Appena il ragazzo si avvicina, lo spirito lo scuote con violenza. Il padre implora: «Se puoi, aiutaci!». Gesù risponde: «Tutto è possibile per chi crede». E l’uomo, tra fede e dubbio, grida: «Credo! Aiuta la mia incredulità!».

Hai notato? Qui non si parla solo di un miracolo. Si parla di fede. Quella fede che cambia le cose, che apre strade dove prima c’erano solo muri. Una fede che non è un semplice atto di volontà, ma una collaborazione con Dio.

Dio potrebbe fare tutto da solo. Potrebbe guarire, salvare, cambiare il mondo senza bisogno di noi. Ma non è così che vuole agire. Lui desidera coinvolgerci, renderci parte attiva del miracolo. Perché? Perché ci ama. E l’amore non è mai passivo.

Il problema, spesso, siamo noi. Siamo noi che alziamo barriere, che ci aggrappiamo al dolore invece di lasciarlo andare. Dio è lì, con le mani tese, pronto a guarirci. Ma noi? Lo lasciamo fare?

La folla cercava Gesù, lo toccava, lo inseguiva. Bastava sfiorarlo per essere guariti. E Lui? Lui si lasciava toccare, si commuoveva. Il cuore di Dio si muove davanti al nostro dolore.

Ma l’incontro con Gesù non è mai a senso unico. Lui tende la mano, ma noi dobbiamo essere pronti ad afferrarla. E qui casca l’asino. A volte, per orgoglio o paura, restiamo fermi. Dio non si impone, si propone. Aspetta quel nostro piccolo passo di fiducia. Aspetta che gli diamo un appiglio, un punto d’appoggio per sollevare il mondo.

Hai presente Archimede? Diceva: «Datemi un punto d’appoggio e solleverò il mondo». Dio ci dice lo stesso: «Datemi un briciolo di fede e cambierò la vostra vita».

Io l’ho visto accadere. So che succede. Ma so anche quanto sia difficile abbattere quel muro interiore di incredulità. Eppure, ogni volta che ci riesco, Dio mi sorprende. Sempre. Perché era lì, pronto, aspettava solo il mio ‘sì’.

E tu? Sei pronto a dirgli di sì?

#Santanotte

Alessandro Ginotta

L’illustrazione di oggi è: “La guarigione del ragazzo indemoniato”, Les Très Riches Heures du duc de Berry, Folio 166r – The Exorcism the Musée Condé, Chantilly.

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