Quando il diavolo ci mette lo zampino… Oggi ti darò due potentissime armi per allontanare il Male dal tuo cammino
Il mio in(solito) commento a:
Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo (Luca 4,1-13)
Hai mai provato quella strana sensazione? Tutto fila liscio, sei felice, magari hai appena fatto del bene e il cuore ti scoppia di gioia. Poi, all’improvviso, come se qualcuno avesse premuto un interruttore nascosto, le cose iniziano ad andare storte. Prima un piccolo inciampo, poi un ostacolo più grande. E alla fine, sembra che tutto il mondo si accanisca contro di te. Coincidenze? No, la sfortuna non c’entra. Quando il buio arriva proprio mentre stavi camminando nella luce, c’è una buona possibilità che sia il Maligno a metterci lo zampino.
Sì, perché il demonio non dà fastidio a chi segue la corrente, ma a chi nuota contro. Se fai il bene, se scegli di stare dalla parte giusta, lui lo sente… e si infastidisce. Il suo scopo? Fermarti, metterti i bastoni tra le ruote, farti cedere, farti arrendere. Ti è mai successo?
A San Giovanni Bosco capitava continuamente. Ho visitato le sue “Camerette”, presso l’oratorio di Valdocco a Torino e ho visto il suo letto: altissimo, così alto che doveva usare uno sgabello per salirci. Perché? Perché il demonio glielo scuoteva, lo tirava, lo sollevava. Lo racconta lui stesso: «Le coperte si muovevano da sole, il capezzale ondeggiava, il letto veniva scosso da una potenza invisibile». Eppure Don Bosco non si lasciava intimorire. Faceva il segno della croce e tutto cessava. E… perché un letto così alto? Perché prima di coricarsi don Bosco soleva controllare bene che sotto non ci fosse nessuno.
Ecco il segreto: non dargli spazio. Ignoralo. Non lasciarti travolgere da rabbia, paura, scoraggiamento. Perché più ti spaventi, più lui trova un varco per entrare. Ma se resti saldo, se non ti lasci turbare, il suo potere svanisce nel nulla. Perché il male è così: potente solo se gli diamo potere.
Recita con me (e ripetilo tutte le volte in cui senti avvicinarsi qualche ostacolo):
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
(Salmo 22)
Perfino Gesù fu tentato dal demonio. Dio avrebbe potuto evitarlo? Certo. Ma Lui ha scelto di sperimentare la nostra stessa lotta, di sentire su di sé il peso della prova, per poterci dire: “Ti capisco. So cosa provi. Sono con te.”
Dio non sta su un piedistallo, non osserva da lontano. È qui, accanto a te, nelle tue notti più buie, nei tuoi deserti più aridi. Quando cadi, quando sbagli, quando ti senti perso… Lui è lì, più vicino che mai: «Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me». Dio è sempre con noi, ma c’è un momento in cui si fa ancora più vicino: l’istante in cui sbagliamo.
San Paolo lo scrive chiaramente: «Poiché egli stesso ha sofferto quando è stato tentato, può venire in aiuto di coloro che sono tentati» (Ebrei 2,18).
Essere tentati non significa cedere. Significa essere messi alla prova. E proprio nelle prove, Gesù è il primo a tenderti la mano. Non temere. Non sei solo.
Concludo con il Salmo 90: un’autentica preghiera di liberazione e di protezione, in cui scopriamo che Dio è un rifugio sicuro nel giorno della tempesta e che chi si affida a Lui non deve preoccuparsi. Leggi a voce alta questi versi ogni volta che ti senti attaccato:
Tu che abiti al riparo dell’Altissimo
e dimori all’ombra dell’Onnipotente,
di’ al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido».
Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Ti coprirà con le sue penne
sotto le sue ali troverai rifugio.
La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,
la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.
Solo che tu guardi, con i tuoi occhi
vedrai il castigo degli empi.
Poiché tuo rifugio è il Signore
e hai fatto dell’Altissimo la tua dimora,
non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutti i tuoi passi.
Sulle loro mani ti porteranno
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.
Camminerai su aspidi e vipere,
schiaccerai leoni e draghi.
Lo salverò, perché a me si è affidato;
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e gli darò risposta;
presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giorni
e gli mostrerò la mia salvezza.
(Salmo 90)
#Santanotte
Alessandro Ginotta

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